Giulia's profileLa Camera d'AmbraPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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November 12 .:: Orden's Tales : La Fine di Galian ::.La sensazione era quella di una marchiatura a fuoco; non aveva idea di che genere di glifi Galian potesse essersi tracciato sulle palme delle mani, anche se forse avrebbe potuto indovinarlo se fosse riuscita a snebbiarsi la mente. Le mancava il fiato per la stretta e per il dolore, il suo Orden aveva avuto un risveglio troppo brusco ed ora il geis - giunto repentinamente al terzo stadio in pochi attimi di panico – le impediva di riorganizzare lucidamente la propria difesa. Quel che di per certo sapeva, però, era che Galian non avrebbe mai potuto sopraffarla tanto facilmente da solo, doveva esserci qualcuno con lui, sicuramente Thaladus. «Te lo chiederò per l’ultima volta», le sibilò il Primo Custode all’orecchio, facendo in modo di conquistarsi brutalmente posto nel caos frenetico dei pensieri della ragazza. «Unisciti a me spontaneamente, o mi prenderò il tuo Orden con le cattive maniere». Lúrien ebbe un moto di rabbia estremamente violenta, ed i suoi due aggressori sussultarono simultaneamente. Galian si accigliò, per quanto la cosa non facesse che accrescere il suo appetito, il suo desiderio di assimilare l’Orden della compagna. «È forte», sfuggì tra i denti a Thaladus. «È naturale che lo sia», ringhiò l’altro. Lúrien gli aveva serrato le dita attorno ai polsi ed il dolore che provava era tanto lancinante che se avesse perduto la concentrazione ella sarebbe riuscita a liberarsi dai sigilli. La risposta di lei giunse chiara e beffarda: rise loro in faccia. Il suo corpo era ormai pressoché irriconoscibile, persino l’askara, l’abito rituale color rubino, si stava letteralmente sfaldando attorno al fisico della giovane che rapidamente perdeva le fattezze umane. L’intera reggia cominciò a scuotersi fin nelle fondamenta. «È pura follia!», strillò a quel punto Ran, isterico, mentre sotto i suoi occhi i due contendenti non erano che un groviglio di zampe e artigli che emanava un bagliore e un calore sempre più intenso. Le mani del Secondo Custode cominciarono a tremare, ma non spezzò il legame che lo vincolava al Primo. Uno degli arti posteriori di Galian, simili a lunghi artigli neri e falciformi, trapassò l’addome di Lúrien da parte a parte, inchiodandola al giaciglio; per tutta risposta ci fu una nuova scossa, molto più forte delle precedenti, e lo stridio che ne scaturì costrinse i due Custodi non direttamente impegnati nella lotta, a ripararsi le orecchie con le mani.
Anduril pensò che se quello era il genere di cose che accadevano a Lothendaloth, forse le voci che circolavano avevano ben donde di dire che era un luogo meraviglioso quanto micidiale. Non gli ci volle molto, comunque, a rendersi conto che non tutto quella sera andava per il verso giusto. Volse istintivamente gli occhi alla Rupe, e vide diversi suoi confratelli levarsi frettolosamente in volo diretti alla reggia dei Custodi. Christalla lanciò un grido acuto dalla modulazione molto secca, chiamando a raccolta i Draghi più giovani, e lui si scrollò di dosso le foglie morte e si ricongiunse al resto del suo branco. «Come stai?», gli chiese Syndrillion. Lui si rese conto di essere al centro di molti sguardi – tutti quelli che riuscivano a posarsi su di lui. «Male», ammise. «Ho mal di testa, sono spossato e non riesco a chiudere occhio. Questo posto non fa per me, io non…». «Non è Lothendaloth», lo zittì bruscamente un altro Primigenio, Lancelos. «Il tuo Custode è nei guai».
Ad un certo punto Galian percepì che il vincolo che lo legava a Thaladus, e che gli consentiva di appoggiarsi a lui per ricevere energie e magia, era stato bruscamente spezzato, e sarebbe inorridito se le sue condizioni avessero potuto permetterglielo. Caindran aveva fatto irruzione nella stanza, e con lui altre creature di potere che – suppose – dovevano essere Draghi. S’erano avventati sul Secondo e sul Sesto Custode, a quel punto ormai stanchi e piuttosto vulnerabili. La frustrazione del Primo esplose in un unico boato assordante, a cui rispose il grido di giubilo della Settima che finalmente trovava una breccia nella stretta letale dell’avversario. Un artiglio di luce abbacinante lo trafisse al petto, lo sollevò, lo scrollò fra ulteriori scossoni e lamenti; entrambi i contendenti con i loro involucri terreni praticamente ridotti a brandelli, crollarono poi l’uno sull’altra ed a quel punto il loro Orden, complementare, si riunì in uno soltanto, e, com’era prevedibile immaginare, scelse di rientrare nel corpo della mahran, colei che era nata con esso e che quindi era la più idonea a contenerlo. Ci fu una violentissima deflagrazione nel momento in cui Lúrien, con ritrovato vigore, si rivoltò contro Galian ponendo definitivamente termine allo scontro, letteralmente divorando quel che rimaneva di colui che un tempo era stato suo amante, e poi, all’apparenza inarrestabile, travolse Thaladus. Il Secondo Custode non tentò neppure di difendersi, morì quasi silenziosamente, all’istante. Ran e Caindran furono sbalzati lontano, rotolando fra le zampe dei Draghi più vicini, che s’erano appiattiti gli uni contro gli altri, impressionati da tanta potenza incontrollata. Per un lungo momento nessuno si mosse. Era piuttosto difficile anche guardarsi intorno, perché il corpo della Settima Custode emanava ancora un bagliore molto intenso e il caldo opprimente. L’aria s’era fatta come densa intorno a loro. Poi udirono un fruscio sommesso, il rumore del corpo della Settima Custode che si accasciava fra quel che rimaneva del suo giaciglio. Anduril aprì gli occhi, smanioso di vedere che aspetto avesse, ma a quello stadio del geis la ragazza era una combinazione irriconoscibile di tratti umani e ferini intrisi di sangue, e ben presto i suoi confratelli si strinsero attorno a lei per prestarle soccorso, celandogliela alla vista. Syndrillion e Christalla avevano perduto i loro Custodi; sebbene li avessero rinnegati ancora al tempo in cui era stato perpetrato il tradimento, parevano piuttosto scossi e silenziosi. Lancelos – che discendeva invece dalla linea del Quarto Custode, Vainamaari – era nervoso e faceva schioccare la coda in terra come una grossa frusta. Lui ed Anduril si guardarono, irrequieto il primo, piuttosto spaventato il secondo. «Sai già che cosa ti diranno di fare, ora», mormorò il Drago grigio. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://syndrillion.spaces.live.com/blog/cns!CC39F0B5D2CB7C72!1827.trak Weblogs that reference this entry
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